Nel mondo della cucina, la frittata rappresenta uno di quei piatti apparentemente semplici che nascondono però segreti insospettabili. Quante volte ci siamo ritrovati davanti a una frittata piatta, compatta, quasi gommosa, lontana anni luce da quella soffice e alta che ci servono nei ristoranti? Oggi sveliamo il trucco dei cuochi professionisti per ottenere una frittata straordinariamente soffice e altissima, che stupirà tutti i vostri commensali. La tecnica che vi proponiamo trasformerà per sempre il vostro approccio a questo classico della cucina italiana, portando sulla vostra tavola un risultato degno di un ristorante stellato.
Il segreto non risiede in ingredienti costosi o difficili da reperire, ma in una metodologia precisa che combina la giusta temperatura di cottura, l’incorporazione d’aria nell’impasto e una fase finale fondamentale che pochissimi conoscono. Preparatevi a scoprire come trasformare semplici uova in un capolavoro culinario che si innalza orgogliosamente nel piatto, con una consistenza che ricorda quasi quella di un soufflé (preparazione francese a base di uova montate che gonfia durante la cottura).
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dell’impasto aerato
Separate con delicatezza i tuorli dagli albumi, ponendo i tuorli in una ciotola capiente e gli albumi in un’altra ciotola perfettamente pulita e asciutta. Questa separazione è il primo segreto fondamentale per ottenere l’altezza desiderata. Ai tuorli aggiungete il latte, il parmigiano grattugiato, il sale e una macinata generosa di pepe nero. Mescolate con una frusta manuale fino a ottenere un composto omogeneo e leggermente schiumoso. L’incorporazione d’aria in questa fase è essenziale per la leggerezza finale della frittata.
2. Montatura degli albumi a neve
Con la frusta elettrica, montate gli albumi a neve fermissima. Iniziate a velocità media per circa un minuto, poi aumentate gradualmente fino alla massima velocità. Gli albumi sono pronti quando formano dei picchi rigidi (quando sollevando la frusta, l’albume forma delle punte che rimangono dritte senza ricadere) e hanno un aspetto lucido e compatto. Questo processo richiede circa 4-5 minuti. La consistenza degli albumi montati è il cuore della tecnica per una frittata altissima.
3. Incorporazione delicata
Versate gli albumi montati sopra il composto di tuorli. Con movimenti dal basso verso l’alto, incorporate delicatamente gli albumi usando una spatola di silicone. Non mescolate mai con movimenti circolari o troppo energici, altrimenti smonterete gli albumi e perderete tutto il volume faticosamente ottenuto. Effettuate movimenti lenti e avvolgenti, ruotando la ciotola di un quarto di giro dopo ogni passata. L’obiettivo è mantenere quanta più aria possibile nell’impasto.
4. Preparazione della padella
Scegliete una padella antiaderente di 24-26 centimetri di diametro con manico removibile o adatto al forno. Scaldate la padella a fuoco medio-basso per circa 2 minuti. Aggiungete metà dell’olio e tutto il burro, facendoli sciogliere senza farli friggere o brunire. La temperatura ideale è di circa 150 gradi, verificabile con un termometro da cucina o facendo cadere una goccia d’acqua che deve sfrigolare delicatamente senza evaporare istantaneamente.
5. Cottura in padella
Versate delicatamente il composto nella padella calda, livellando la superficie con movimenti circolari della padella stessa, senza toccare l’impasto con utensili. Cuocete a fuoco bassissimo per circa 12-15 minuti. La frittata deve gonfiarsi gradualmente e la superficie deve rimanere ancora leggermente liquida mentre il fondo si rapprende. Resistete alla tentazione di aumentare il fuoco, la pazienza è fondamentale per evitare che il fondo bruci mentre l’interno rimane crudo.
6. Cottura finale in forno
Preriscaldate il forno in modalità grill a 180 gradi. Trasferite la padella nel forno posizionandola sul ripiano centrale. Cuocete per 8-10 minuti, sorvegliando attentamente. La frittata si gonfierà ulteriormente e la superficie assumerà un bellissimo colore dorato. Questo passaggio finale è il vero segreto dei cuochi professionisti: la cottura combinata garantisce una frittata perfettamente cotta all’interno e magnificamente gonfia. Quando la superficie è dorata e la frittata ha raggiunto un’altezza di almeno 4-5 centimetri, è pronta.
7. Riposo e servizio
Estraete la padella dal forno con molta attenzione usando guanti da forno. Lasciate riposare la frittata nella padella per 2-3 minuti. Questo tempo permette alla struttura di stabilizzarsi leggermente. Fate scorrere delicatamente una spatola lungo i bordi per staccare eventuali parti attaccate, poi capovolgete con un movimento deciso su un piatto da portata leggermente più grande della padella. La frittata deve presentarsi alta, gonfia e dorata su entrambi i lati.
Il trucco dello chef
Per verificare che gli albumi siano montati correttamente, capovolgete la ciotola: se gli albumi non cadono, sono perfetti. Un altro trucco professionale consiste nell’aggiungere un pizzico di cremor tartaro agli albumi prima di montarli, questo stabilizza la schiuma e mantiene il volume più a lungo. Se non avete il manico removibile, potete coprire il manico con carta stagnola bagnata per proteggerlo dal calore del forno. Per una frittata ancora più soffice, alcuni chef aggiungono un cucchiaio di fecola di patate al composto di tuorli, che assorbe l’umidità e contribuisce alla leggerezza.
Abbinamento enologico per una frittata d’eccellenza
Una frittata così elaborata merita un vino bianco fresco e sapido che ne esalti la delicatezza senza sovrastarla. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta la scelta ideale grazie alla sua acidità vivace e alle note fruttate che bilanciano perfettamente la ricchezza delle uova e del parmigiano. In alternativa, un Soave Classico offre eleganza e mineralità che si sposano magnificamente con la texture soffice della frittata.
Per chi preferisce un approccio più tradizionale, un Frascati Superiore con la sua freschezza e le note floreali accompagna splendidamente questo piatto. Se la frittata viene servita a pranzo, considerate anche un Franciacorta non millesimato, la cui effervescenza delicata e la cremosità esaltano la sofficità della preparazione creando un contrasto di texture affascinante.
Informazione in più
La frittata rappresenta uno dei piatti più antichi e versatili della cucina italiana, con origini che risalgono all’epoca romana. Il termine deriva dal latino frigere, che significa friggere, anche se la preparazione moderna si è evoluta verso tecniche più delicate. Tradizionalmente, la frittata italiana si distingue dall’omelette francese per la cottura più lenta e la consistenza più compatta.
La tecnica della frittata alta e soffice che vi abbiamo presentato è un’evoluzione moderna che combina i principi della cucina tradizionale con metodi presi in prestito dalla pasticceria, in particolare la montatura degli albumi. Questa metodologia è stata perfezionata nei ristoranti stellati italiani negli anni Novanta, quando chef innovativi hanno iniziato a reinterpretare i classici della cucina popolare con tecniche più sofisticate.
In diverse regioni italiane esistono varianti della frittata alta: in Campania la frittata di maccheroni raggiunge altezze considerevoli, mentre in Emilia-Romagna si prepara una versione gonfia arricchita con erbe aromatiche. La versione che vi proponiamo rappresenta la base perfetta su cui costruire infinite variazioni, aggiungendo verdure saltate, formaggi diversi o salumi di qualità.



